Come on, come on, lovin’ for the money….

Sappiamo di alzare un polverone in merito, ma da Fan quali pensiamo di ritenerci, vorremmo esprimere la nostra opinione riguardo al recente album “Live at River Plate”. Siamo in una pagina pubblica, dove è libero esprimere il proprio parere, nonchè ascoltare, discutere in maniera matura le risposte dei nostri utenti, come abbiamo sempre fatto. Fermi restando che apprezziamo qualsiasi tipo di novità inerente al mondo AC/DC, nonchè di vedere che sono ancora un gruppo “in voga” (se così possiamo dire), non ci va giù vedere come la massiccia campagna di marketing stia contrastando la vera anima della band. L’anima di 5 ragazzi, perchè per noi ancora lo sono, che ora come ora pensano a tutto tranne che ai soldi. Anzi, hanno già smesso di farlo almeno 30 anni fa. C’è chi li segue da 10-20-30 anni: sfidiamo chiunque di loro ad apprezzare lo stile in cui stanno venendo pubblicizzati recentemente.

Riteniamo questa uscita piuttosto inutile in se, oltretutto senza bonus, canzoni inedite o video che siano;  Si sarebbe potuto creare un album con tracce differenti concerti (come per “Live“) anche se per concezione “purista”, non ci saremmo trovati di fronte a un vero album dal vivo. Un’altra mossa, che avrebbe fatto indubbiamente cambiare il nostro parere, anche se non più di tanto, era quella di includere come bonus i pezzi dal vivo suonati nella differente scaletta del tour, vedi ‘Anything goes’ e ‘High Voltage’. Insomma qualcosa di “diverso”. Regole del marketing? Non è il nostro lavoro, ma da fans fino al midollo non ci pare corretto approfittare della nostra dedizione sapendo o pensando che “qualsiasi cosa esca degli AC/DC si compra”.

Anche se acquisteremo tutto e comunque, non ci importa delle 4 copertine. Non ci importa delle 5 versioni di Black Ice, e non ci stupirà il fatto di vedere il prossimo album pubblicato in 10 versioni. Siamo dei drogati di AC/DC, e il marketing è il pusher che ce li continua a passare sotto il naso. Ma continueremo comunque a pubblicare notizie riguardanti nuove uscite come è giusto che sia. Solo non ne apprezziamo lo sbandieramento e non critichiamo in alcun modo chi decide di comperare nuovi prodotti, sicuramente noi in primis. Non sappiamo con sicurezza se certe scelte “commerciali” arrivino dagli stessi membri della band, ma non ci risulta nemmeno l’ombra riguardante questa pubblicazione nemmeno dal “chiaccherone” Brian. Però ricordiamo ben chiara questa sua frase, nel periodo della firma del contratto, ce l’ha riferita proprio personalmente: “Ora…siamo un pò come la gallina dalle uova d’oro…”. Detto questo, gentili e fedeli utenti, aspettiamo i vostri commenti ;-)

Gabriele

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Gabriele_acdcitalia About Gabriele_acdcitalia

Gabriele è il fondatore -insieme a Marco- e responsabile di AC/DC Italia. Guidato dall’inossidabile passione che dura dall’età di 8 anni (chi lo conosce di persona può confermarlo), a tutt’oggi collabora con diverse realtà per la promozione delle nuove uscite, diffusione di notizie e comunicati stampa. Ha scritto articoli e partecipato ad interviste inerenti alla band sul territorio nazionale ed estero. Contattalo all'indirizzo gabriele@acdc-italia.com

Comments

  1. claudio says:

    Sul fatto dell’estraneità di Malcolm sono un pò dubbioso. Conoscendo la sua cocciutaggine in merito mi sembra molto strano che lasci la gestione commerciale della band in mano altrui, anche considerando come era andata a finire con la precedente casa discografica e i relativi anni di silenzio pur di fare come gli pareva. Potrebbe essere più plausibile che si sia un pò ammorbidito nei confronti del marketing e dei suoi ritorni economici, e questa è la cosa che mi dà più fastidio. Perchè, mi chiedo, iniziare a 55 anni (A.D. 2008) a svendersi commercialmente? Per fortuna abbiamo ancora un contegno ma se non ci diamo una regolata finiremo per rasentare lo stile Kiss. Speriamo di no, speriamo in un’inversione di rotta. Rivoglio l’originario stile minimalista.

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