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Introduzione
by Gibson SG
Ogni
grande band possiede un grande pubblico,
ma non sempre questo pubblico è formato
da profondi conoscitori della
discografia e della storia di tale band,
spesso
si tende a fermarsi a ciò che più
ha ottenuto
riscontro, a ciò che
pubblicizzano i media, o a episodi
storici più evidenti di altri.Nel caso
degli AC/DC spesso è forte il sentore
che “l’anno zero” Back in Black,
per parte di questo pubblico, sia
l’inizio di una grande carriera,
preceduta solo da momenti apprezzabili,
ma solo per creare un degno trampolino
di lancio a questo album, il più grande
album della storia del Rock, il secondo
album più venduto di sempre.
Un
lavoro duro durato almeno 5 anni, tra il
1974 e il 1979, una stagione carica di
attese, soddisfazioni, emozioni e puro
Rock’n Roll sputato da un’anima in
fiamme, cercando e tentando
l’”esplosione”, il successo
planetario, il coronamento di un sogno e
di un lavoro ben fatto. Tutto ciò che
è grande, è stato costruito da grandi
uomini, e ho preso come esempio “Back
in Black”, che rappresenta al meglio
gli AC/DC nella loro veste di superstar,
appunto per creare questo punto di
arrivo, questa unanime conferma,
conferma di grandezza, carisma,
personalità, e reputazione già ben
consolidata. Tutte caratteristiche che
gli AC/DC degli inizi, fino ad un filo
dal grande successo, conquistarono in
gran parte per merito di Bon Scott, il
cantante della leggenda, l’uomo che
con la sua voce urlò al mondo i grandi
capolavori classici degli AC/DC,
da “Dirty Deeds…” a “Let
there be Rock”, da “The Jack” alla
leggendaria “Highway to Hell”.
E
che con i suoi testi ammiccanti e
scavezzacollo, spesso al limite del
lussurioso, creò quello stile
inconfondibile, nonché quella
irresistibile ironia auto-ironia, che da
sempre è caratteristica dalla band,
tutto unito alla sua immagine da macho,
sporco e sbronzo, sempre alla ricerca di
qualche sguardo di ragazza nel pubblico
e qualche mutandina nel camerino,
insomma un vero cantante Rock n’ Roll.
Il
19 Febbraio di quest’anno sarà il
ventiquattresimo anniversario della sua
morte, avvenuta in una fredda notte
londinese, sul bordo di una strada, in
una macchina, una Renault 5, che così
poco si addice ad un’uomo che forse
con le sue gesta ha cambiato la storia
del Rock,
che si contrappone ad una morte
che invece è così tipicamente rock
‘n roll, da essere quasi un cliché.
Ho
detto che le sue gesta potrebbero avere
cambiato il Rock, e mi riferisco a tutte
le dichiarazioni di Angus Young e soci
nel corso degli anni, nelle quali hanno
detto che l’arrivo di Bon nella band,
unì molto quest’ultima, e il suo
carisma fu uno dei massimi punti a
favore per gli AC/DC degli inizi, quindi
possiamo ipotizzare che senza di lui,
forse gli AC/DC non sarebbero mai
arrivati ad essere quello che sono oggi,
anzi, forse sicuramente.
Ovviamente
Scott, non arrivò novello cantante
nelle file degli AC/DC, si era già
fatto una sia buona che cattiva
reputazione, con altre band, dalla metà
degli anni sessanta in avanti, e già
aveva ben sperimentato cosa significa il
“provarci”, il combattere per
un’obiettivo comune, si perché a
volte è proprio una dura battaglia
riuscire ad emergere, frase quasi
ironica, se pensiamo che poi in futuro
Scott, sarebbe stato uno dei massimi
artefici della creazione della più
grande band del Rock n’ Roll.
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1946-1980
Sezione
a cura di GibsonSG
gibsonsg@acdc-italia.com
Biografia
Discografia
pre-AC/DC
A
proposito di Bon
RONALD
BELFORD "BON" SCOTT
25°
Anniversario 1980-2005
19
Febbraio 2005: 25 anni fa morì prematuramente Bon Scott,
il
leggendario cantante degli AC/DC.
Da
alcuni visto come l'unico vero
cantante
della band, il suo carisma,
la
personalità, i testi, lo hanno
reso
un personaggio unico nel mondo della musica rock.
Le
sue ceneri sono ora deposte
presso
il cimitero di Fremantle,
in
Australia. Grazie all'utente Adriano, pubblichiamo le
foto ad alta
risoluzione
(circa 250kb per immagine)
della
tomba e della targa commemorativa,
donata
dalla sua famiglia.
Clicca
sulla foto per scaricare il file.

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I'm a rocker, I'm a roller,
I'm
a right out
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