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Recensione
di Salvatore Guadagni
Le
mie orecchie quasi scoppiano ad ascoltare il
terremoto scatenato dalla batteria di un mio
amico quando all' improvviso lo interrompo e gli
chiedo se mi fa ascoltare la sequenza di
percussioni di un pezzo degli ac/dc (who made
who). Lui con un sorriso ironico mi fa: gli ac/dc?????
esistono ancora? spiacente non è il mio genere,
ma se ti può interessare ho sentito dire che
verranno a suonare in italia...
Ritorno
a casa con la testa che mi scoppia ma con l'
intento di prendere il telefono in mano e
chiamare il box office a me piu vicino. La
domanda ve la immaginerete, la risposta fu: si
verranno in italia a maggio . Attaccai la
cornetta felicissimo perchè ero sicuro che
stava per avverarsi un mio sogno. Il giorno
successivo mi precipitai ad acquistare due
biglietti al prezzo di 80000 vecchie lire, era
il mese di gennaio, li conservai fino al 16
maggio.... Durante quell interminabile periodo
mi domandavo se quel concerto poteva somigliare
almeno lontanamente al live in Paris del 1980,
oppure: faranno i pezzi vecchi? Finalmente
arriva il 16 maggio. Vado a scuola, esco alle
13:30 e mi precipito a casa. Il tempo di
ingoiare un boccone e di fare una rapida doccia,
salto come i fratelli Duke (dal finestrino) nella
fiat tipo tutta sporca del mio caro amico e
finalmente si parte. Agos aveva una fame da
lupo e così fu inevitabile una sosta all'
autogrill. Li dentro c' erano tre ragazzi con
addosso le magliette degli ac/dc. Pensai che
anche loro erano diretti dove eravamo
diretti noi così colsi l' occasione
per chiedere indicazioni sulla strada da seguire
per arrivare al palaeur. Finalmente ripartiamo e
ben presto arriviamo all' eur. Chiediamo un'
informazione ad un passante ma appena sente il
nostro accento napoletano si dilegua in tutta
fretta. Arrivammo senza chiedere niente a
nessuno fino ai cancelli del palaeur e
parcheggiammo la macchina quasi davanti al palco
(ahh, ahh). Stanchi morti ci appisolammo in
un aiuola insieme a tanti altri fan;
qualche figlio di papà, qualche vecchietto
veterano qualche tossico... 4 chiacchiere, l'
orologio segna finalmente le 18:00 quando si
aprono le porte del paradiso. I caramba ci fanno
buttare i tappi dalle bottigliette d' acqua (non
ho mai capito perchè), 4 salti sulle scale e
finalmente dall' alto si intravede il palco dove
di lì a poco si consumerà la più strepitosa
festa del rock a cui abbia mai assistito. Ci
tengo a scendere in mezzo alla folla, quasi
davanti al palco. Ci sediamo per terra e
attendiamo le 21:00, davanti a me un enorme
castello e sopra la mia testa una mega palla di
acciao; cosa succederà? all' improvviso le luci
si spengono e contemporaneamente quella grande
palla inizia a penzolare. Finirà col
schiantarsi nel castello che si sbriciolerà,
dalle macerie uscirà angus con la sua gibson
minacciosa, Si toglie il cappello davanti a
tutti noi e attacca subito con back in black.
Sono incredulo, agos mi guarda stupito come se
mi volesse chiedere cosa stava succedendo .
Per 20 secondi i miei piedi non toccarono la
terra...non dimenticherò mai più quel momento.
La band è in forma accettabile, angus è in
divisa come sempre; si muove tanto anche se non
si dimena come fece 16 anni prima a Parigi. L'
amplificazione è ottima e ci sono tutte le
premesse per uno show memorabile. Arriva il
momento in cui Angus si esibisce nel famoso
strep e si abbassa il pantalone mostrando le
mutande con tanto di bandiera italiana prima, e
il culo dopo. Phil non sbaglia un colpo con
quelle bacchette, Cliff e Malcolm obbedienti
come sempre. é il momento di highway to hell:
dal suolo si innalza lentamente una gabbia
avvolta dalle fiamme con dentro angus che strimpella
un riff strepitoso prima di attaccare con il
pezzo. Troppo bello...
Whole
lotta rosie: tatarataratata.. una mega bambola
gonfiabile invade il palco e le nostre
menti...si ricomincia a pogare e nuovamente volo
insieme agli altri. Una goduria memorabile,
inutile raccontarvi i dettagli. Let there be
rock: all' improvviso Angus lascia a Malcolm la
scena per dirigersi dietro le quinte, dove una
macchina per i campi da golf lo aspetta. Mi
chiedo dove stava andando, quale altro colpo di
scena dovevo attendermi. All' improvviso sento
un boato che proviene dal fondo; é lui, é
Angus. Sale su una piattaforma circolare che si
innalza gloriosamente verso il cielo per fare un
inno al rock senza precedenti, strapazza la sua
gibson, si dimena per terra... avrei voluto non
finisse mai quel momento ma arrivò il momento
di for those abouth the rock: i cannoni
iniziarono a sparare, ancora ricordo la faccia
imperterrita di Agos che incredulo esclamò:
anche i cannoni! questi sò pazzi. Dopo circa
due ore di puro rock n' roll le luci si
riaccesero e tutti noi ripiombammo a terra. Il
sogno era finito...
Cari
amici, sono passati tanti anni ma vi
confesso che ricordo ogni attimo di quel
concerto. Io le cose belle non le dimentico...Ho
visto suonare gente come i dire straits, i pink
floyd, placebo, oasis ma mai nessuno mi ha
impressionato come gli ac/dc. Spero siate della
mia stessa opinione
Al
prossimo concerto
Sinceramente
Salvatore
Guadagni
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