NO BULL - RECENSIONE DVD

www.acdc-italia.com - inserito da Gabriele

Plaza De Toros De Las Ventas, Madrid.
Los dias 10 de julio de 1996.

Recensione di Cowboy84

L’arena è gremita, le luci soffuse e una familiare gru da demolizione padroneggia questa cornice particolarmente suggestiva per un concerto che si annuncia come micidiale. Tutto sembra pronto, le luci illuminano l’enorme argano che, cigolante e lentamente, comincia a indirizzare la sua enorme palla verso la scenografia del palco. Con qualche acciacco quest’enorme gru incomincia a far ciondolare la sfera fino a demolire il muro che occupava tutto il palco; demolito il muro dalle macerie spunta Angus con in mano la sua Diavoletto già in fiamme, sullo sfondo si intravede la batteria di Phil posizionata su una pedana mobile; il pubblico è in delirio. Angus, in divisa, si porta al centro del palco, si avvicina al pubblico e porge un cordiale saluto levandosi il berretto da scolaretto e inchinandosi all’arena. Il charleston di Phil batte il magico quattro e la band si da letteralmente in pasto al pubblico sguinzagliando il riff a cui nessuno può resistere, Back in Black apre le danze. Ora tutta la band è posizionata sul palco e fa il suo ingresso Brian che scatena definitivamente la folla; con lui tutta la band appare in grande forma nonostante i numerosi impegni che li vedevano protagonisti anche quotidianamente per il Ballbreaker Tour.

 

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La scelta della scaletta prevede venti pezzi, alcuni dei quali introvabili sugli altri dvd ufficiali: Dog eat dog, Hail Cesar, Girl’s got rhythm, Boogie Man e la doverosa Ballbreaker.
Ad ogni modo da Back in Black si prosegue sugli stessi passi con Shot Down in Flames che, a mio avviso, ha impresso nelle menti di ognuno dei presenti, la certezza di essere a una serata davvero speciale. Si sprecano gli applausi e le urla, la gente salta, impazzisce, si arrampica sulle grate sotto il palco, magliette che sventolano (pochi reggi-seni…peccato n.d.r) e la band sale di giri. Una pillola dietro l’altra e arriva Thunderstruck a curare la sana voglia di rock del pubblico; la gente urla quel “Thunder” a squarcia gola alzando la mano, benedicendo di essere nati e di aver comprato/ricevuto/trovato quel primo disco degli Acdc.


Arrivati a questo punto il volpone di Brian omaggia il pubblico femminile presente con la numero due di Highway to Hell: Girl’s got rhythm, ovviamente sia col brano, sia con qualche gesto del singer si sprecano i doppi sensi. Doppi sensi che fanno da padroni anche alla quinta Signora della scaletta che è anche la prima track tratta dal tour album: Hard as a Rock La canzone fila via come sempre e sul finire doverosa l’interpretazione di Angus: Brian si avvicina col microfono e si sente la sua vocina che canta appunto “Harder than a rock!!”
The show must go on e si prosegue alle battute di Shoot to Thrill, Boogie Man e Hail Cesar fino a quando non si sentono dei rintocchi e una campana scende dal cielo guadagnandosi il centro del palco. Per molti e, per me, quei rintocchi fanno venire la pelle d’oca, in quei momenti il pensiero e la mente volano via un attimo per ricordare un grande che ci ha lasciato (R.i.p).

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Si prosegue con Dog eat Dog, The Jack e Ballbreaker fino ad arrivare ad un altro pilastro della band, un’altra song che dicono di aver scritto in 15 minuti in un ristorante, che pare sia l’ultima arrivata nell’album Back in Black, ebbene sto parlando di Rock and Roll ain’t Noise Pollution.
Personalmente sono molto affezionato a questa canzone, mi piace sentirla per concludere una serata in bellezza magari sorseggiando l’ultimo goccio di whiskey e fumando l’ultimo sigaro prima di prendere sonno. Angus la introduce con uno di quegli intro che io definisco alla Trainspotting o alla Led Zeppelin e poi si passa alle note della canzone che ti cullano, ti fanno sorridere, ti fanno pensare e ti fanno credere e motivare del fatto che il Rock and Roll isn’t gonna die, it will survive!!
Bella…davvero bella…ma ora è tempo di shakerare il fondo schiena perché arrivano a far da padrone Dirty Deeds e la storica You Shook me all Night Long, la band pare tutt’altro che stanca nonostante il concerto abbia già ampiamente superato la metà dello spettacolo.
Ora è la volta di Whola Lotta Rosie e come da copione, appare il mega gonfiabile modello zeppelin (viste le dimesioni n.d.r) che impersonifica la mitica Rosie.
Arrivano TNT, Let There be Rock, e il concerto sembra finito ma come tutti i fan sanno, se i cannoni non sparano il concerto s’ha da fare e riecco la gru e la sua palla che fanno ingresso nella scena, la sfera precipita rovinosavemte sul palco e tra fiamme e detriti spunta da una gabbia il mitico Angus con tanto di cornetti luccicanti rossi per Highway to Hell.
Ora però non si scherza più, le faccie si intristiscono, scende presumibilmente qualche lacrima e la pelle d’oca si fa sentire nuovamente…arriva quella canzone che tutti i fan non vorrebbero mai sentire dal vivo: For Those about to Rock decreta la fine della serata, la band saluta e i fan ringraziano sugli spari di quei così crudeli cannoni e sui saluti di Brian:
“We salute you, Madrid”
”We salute you”
“FIRE!!!!!!”
“We salute, right on”
…ed è davvero la fine!

 

Nel dvd, ci sono contenuti speciali con tanto di sottotitoli in Italiano che fanno comodo soprattutto nell’intervista che rilascia Angus durante il Making of di Hard as a Rock, sublime e sensazionale!
Viene raccontata tutta la storia del Making tra le interviste di un po’ tutti i componenti della band e da un Angus visibilmente scosso da chissà cosa: il suo modo di parlare di muoversi lasciano intendere e capire molto su cosa possa essere successo.


Centinaia i fan chiamati a parteciapre a questo video, gente un po’ da tutte le parti del globo: Italiani, Tedeschi, Inglesi e moltissimi altri; un cameraman gira tra i fan raccogliendo le loro interviste, le loro sensazioni per poter preder parte a questo progetto della band. Tutti sembrano molto contenti e felici anche per la risposta della band che appare instancabile nel siglare autografi e nel ringraziare sinceramente tutti i presenti: cosa non da poco quest’ultima.


Con le registrazioni sembra filare tutto liscio e nel video vengono, esaurientemente, visti tutti i passaggi rilevanti per la realizzazione. Il prodotto finale è davvero saziabile per ogni fan che si rispetti, le qualità audio e video tutto sommato sufficienti, anche se sarebbe stata buona cosa avere più cura per la resa sonora del video.

Durata concerto: 122min circa
Bonus video: 22 min circa
Sottotitoli: inglese per tutta la durata del concerto; inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano per tutta la durata dei contenuti speciali.


Cowboy84

 



















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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