Plaza
De Toros De Las Ventas, Madrid.
Los dias 10 de julio de 1996.
Recensione
di Cowboy84
L’arena è gremita, le luci soffuse e una
familiare gru da demolizione padroneggia questa
cornice particolarmente suggestiva per un concerto
che si annuncia come micidiale. Tutto sembra pronto,
le luci illuminano l’enorme argano che, cigolante
e lentamente, comincia a indirizzare la sua enorme
palla verso la scenografia del palco. Con qualche
acciacco quest’enorme gru incomincia a far ciondolare
la sfera fino a demolire il muro che occupava
tutto il palco; demolito il muro dalle macerie
spunta Angus con in mano la sua Diavoletto già
in fiamme, sullo sfondo si intravede la batteria
di Phil posizionata su una pedana mobile; il pubblico
è in delirio. Angus, in divisa, si porta
al centro del palco, si avvicina al pubblico e
porge un cordiale saluto levandosi il berretto
da scolaretto e inchinandosi all’arena. Il charleston
di Phil batte il magico quattro e la band si da
letteralmente in pasto al pubblico sguinzagliando
il riff a cui nessuno può resistere, Back
in Black apre le danze. Ora tutta la band è
posizionata sul palco e fa il suo ingresso Brian
che scatena definitivamente la folla; con lui
tutta la band appare in grande forma nonostante
i numerosi impegni che li vedevano protagonisti
anche quotidianamente per il Ballbreaker Tour.
v
La scelta della scaletta prevede venti pezzi,
alcuni dei quali introvabili sugli altri dvd ufficiali:
Dog eat dog, Hail Cesar, Girl’s got rhythm, Boogie
Man e la doverosa Ballbreaker.
Ad ogni modo da Back in Black si prosegue sugli
stessi passi con Shot Down in Flames che, a mio
avviso, ha impresso nelle menti di ognuno dei
presenti, la certezza di essere a una serata davvero
speciale. Si sprecano gli applausi e le urla,
la gente salta, impazzisce, si arrampica sulle
grate sotto il palco, magliette che sventolano
(pochi reggi-seni…peccato n.d.r) e la band sale
di giri. Una pillola dietro l’altra e arriva Thunderstruck
a curare la sana voglia di rock del pubblico;
la gente urla quel “Thunder” a squarcia gola alzando
la mano, benedicendo di essere nati e di aver
comprato/ricevuto/trovato quel primo disco degli
Acdc.
Arrivati a questo punto il volpone di Brian omaggia
il pubblico femminile presente con la numero due
di Highway to Hell: Girl’s got rhythm, ovviamente
sia col brano, sia con qualche gesto del singer
si sprecano i doppi sensi. Doppi sensi che fanno
da padroni anche alla quinta Signora della scaletta
che è anche la prima track tratta dal tour
album: Hard as a Rock La canzone fila via come
sempre e sul finire doverosa l’interpretazione
di Angus: Brian si avvicina col microfono e si
sente la sua vocina che canta appunto “Harder
than a rock!!”
The show must go on e si prosegue alle battute
di Shoot to Thrill, Boogie Man e Hail Cesar fino
a quando non si sentono dei rintocchi e una campana
scende dal cielo guadagnandosi il centro del palco.
Per molti e, per me, quei rintocchi fanno venire
la pelle d’oca, in quei momenti il pensiero e
la mente volano via un attimo per ricordare un
grande che ci ha lasciato (R.i.p).
jj
Si prosegue con Dog eat Dog, The Jack e Ballbreaker
fino ad arrivare ad un altro pilastro della band,
un’altra song che dicono di aver scritto in 15
minuti in un ristorante, che pare sia l’ultima
arrivata nell’album Back in Black, ebbene sto
parlando di Rock and Roll ain’t Noise Pollution.
Personalmente sono molto affezionato a questa
canzone, mi piace sentirla per concludere una
serata in bellezza magari sorseggiando l’ultimo
goccio di whiskey e fumando l’ultimo sigaro prima
di prendere sonno. Angus la introduce con uno
di quegli intro che io definisco alla Trainspotting
o alla Led Zeppelin e poi si passa alle note della
canzone che ti cullano, ti fanno sorridere, ti
fanno pensare e ti fanno credere e motivare del
fatto che il Rock and Roll isn’t gonna die, it
will survive!!
Bella…davvero bella…ma ora è tempo di shakerare
il fondo schiena perché arrivano a far
da padrone Dirty Deeds e la storica You Shook
me all Night Long, la band pare tutt’altro che
stanca nonostante il concerto abbia già
ampiamente superato la metà dello spettacolo.
Ora è la volta di Whola Lotta Rosie e come
da copione, appare il mega gonfiabile modello
zeppelin (viste le dimesioni n.d.r) che impersonifica
la mitica Rosie.
Arrivano TNT, Let There be Rock, e il concerto
sembra finito ma come tutti i fan sanno, se i
cannoni non sparano il concerto s’ha da fare e
riecco la gru e la sua palla che fanno ingresso
nella scena, la sfera precipita rovinosavemte
sul palco e tra fiamme e detriti spunta da una
gabbia il mitico Angus con tanto di cornetti luccicanti
rossi per Highway to Hell.
Ora però non si scherza più, le
faccie si intristiscono, scende presumibilmente
qualche lacrima e la pelle d’oca si fa sentire
nuovamente…arriva quella canzone che tutti i fan
non vorrebbero mai sentire dal vivo: For Those
about to Rock decreta la fine della serata, la
band saluta e i fan ringraziano sugli spari di
quei così crudeli cannoni e sui saluti
di Brian:
“We salute you, Madrid”
”We salute you”
“FIRE!!!!!!”
“We salute, right on”
…ed è davvero la fine!

Nel
dvd, ci sono contenuti speciali con tanto di sottotitoli
in Italiano che fanno comodo soprattutto nell’intervista
che rilascia Angus durante il Making of di Hard
as a Rock, sublime e sensazionale!
Viene raccontata tutta la storia del Making tra
le interviste di un po’ tutti i componenti della
band e da un Angus visibilmente scosso da chissà
cosa: il suo modo di parlare di muoversi lasciano
intendere e capire molto su cosa possa essere
successo.
Centinaia i fan chiamati a parteciapre a questo
video, gente un po’ da tutte le parti del globo:
Italiani, Tedeschi, Inglesi e moltissimi altri;
un cameraman gira tra i fan raccogliendo le loro
interviste, le loro sensazioni per poter preder
parte a questo progetto della band. Tutti sembrano
molto contenti e felici anche per la risposta
della band che appare instancabile nel siglare
autografi e nel ringraziare sinceramente tutti
i presenti: cosa non da poco quest’ultima.

Con le registrazioni sembra filare tutto liscio
e nel video vengono, esaurientemente, visti tutti
i passaggi rilevanti per la realizzazione. Il
prodotto finale è davvero saziabile per
ogni fan che si rispetti, le qualità audio
e video tutto sommato sufficienti, anche se sarebbe
stata buona cosa avere più cura per la
resa sonora del video.
Durata
concerto: 122min circa
Bonus video: 22 min circa
Sottotitoli: inglese per tutta la durata del concerto;
inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano
per tutta la durata dei contenuti speciali.
Cowboy84