Nettuno - Stadio Comunale - 4 Settembre 1984 - Recensione Concerto

www.acdc-italia.com - inserito da Gabriele

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Di Maurizio "Angus" Bidoli - Roma

Quando venni a sapere che i miei beniamini sarebbero approdati vicino Roma per il loro live show, ebbi un sussulto, un sogno durato tanti anni. Il pensiero di riuscire a vedere Angus e co. dal vivo mi aveva scosso notevolmente e la sera che entrai nello stadio da baseball di Nettuno fui colto da irrefrenabile emozione che quasi piansi per la gioia. Il palco si ergeva come un imponente grattacielo e la musica di sottofondo attraversava i territori hard blues '70 creando un incredibile magìa .


Prima di loro salirono i Motley Crue in un esplosione di rock'n'roll che passò quasi inosservata , tanto era l'attesa per la band di Angus ma regaleranno un ottimo show di riscaldamento.Appena il tempo di organizzarsi per raggiungere i posti più vicini al palco, ecco le luci spengersi e la chitarra di Angus che dal buio intonava le note graffianti di "Guns for hire", poi l'entrata imponente dei membri della band e subito si scatena l'inferno. Angus viaggia spedito da una parte all'altra dello stage come un folletto impazzito e con i suoi lunghissimi capelli che si inarcano ad ogni movimento, Brian urla come un disperato, la sua voce è sommersa dal sound potentissimo delle chitarre ma si difende bene e gioca con Angus in maniera ineccepibile, c'è un gran feeling tra loro ed il resto della band pesta veramente duro.

Il nuovo entrato non ha certo il ritmo del miglior Phil Rudd ma riesce ugualmente a disegnare un drumming ossessivo e deciso. I brani attraversano tutta la storia degli Ac/Dc e vengono suonati con ineccepibile tecnica, lo spettacolo offerto da Angus non si discute, si butta in terra come colto da un raptus folle, rifila una serie di assolo veramente pregevoli e ci offre il solito divertente spettacolo dello spogliarello con mutande bianco-rosso-verde in tema con la nazione visitata. Un mio amico impazzito sale improvvisamente sul palco e riesce ad abbracciare un sorpreso Angus per poi tuffarsi nel pubblico prima di venire acciuffato dalla security.


Le campane che introducono "Hell's bells" suonate da un forsennato Brian ci ricordano lo spirito di Bon Scott che ancora piange nei nostri cuori, quindi il blues malefico di "The jack" e la lunga jam chitarristica del velocissimo "Let there be rock" con la sorprendente passeggiata in mezzo al pubblico di un indiavolato Angus sulle spalle dell'incredibile Brian durante le staffilate finali di "Whole lotta Rosie". Un energia infinita ed inesauribile, la band picchia alla grande ed è in ottima forma, i suoni sono incredibili e le casse tremano di fronte a tanta potenza.


Abbiamo la maniera di ascoltare anche la voce di Angus mentre urla le note stridule di "Tnt" verso il finale dello show e mentre i cannoni sparano i colpi conclusivi nel tempio del "For those about to rock" durante il bis, ci viene quasi da piangere al pensiero che lo spettacolo sìa giunto alla fine. Questa volta è finita per davvero e ci si ritrova abbracciati all'uscita dallo stadio con ancora intonate le note di "Highway to hell" urlate a squarciagola tra le vie della città pontina.


Un emozione di una notte che non ho più dimenticato e che neppure l'età avanzata riesce a farmelo togliere dalla testa. Lunga vita al rock'n'roll e lunga vita ad Angus Young.

Maurizio "Angus" Bidoli - Roma
www.angusfingernails.com

 

 

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