AC/DC
Live at Mediolanum Forum
Milano - 19/21 Marzo 2009
Speciale n°1
- PRIMO CONTATTO -
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di
Gabriele
L'entusiamo, la soddisfazione, la gioia
e il livello di adrenalina sono ancora
ai massimi livelli, proprio ora che sto
scrivendo (Domenica mattina - 22 Marzo
2009). E' da Mercoledi 18 che non riuscivo
a dormire tranquillamente e, come me,
penso sia stata la stessa cosa per migliaia
di voi. Troppa tensione, un crescendo
di emozioni indescrivibile che ha come
culmine il momento in cui si sono spente
le luci per introdurre il video di “Rock'n'Roll
Train”. Per molti la realizzazione di
un sogno atteso da una vita, per tanti
altri la fine di un'interminabile attesa
durata 8 anni. Non ce n'è per nessuno,
solo il pubblico italiano riesce a trasmettere
cosi tanto calore, affetto ed energia.
Gli AC/DC se ne sono accorti, lo si capiva
bene guardando i loro volti trasmessi
sui megaschermi. Felici di avere a che
fare con un pubblico cosi caldo ed elettrizzato,
come non avevano mai visto, probabilmente,
per questa tournee. Quasi due ore di Spettacolo,
con la S maiuscola. Qualche tracurabile
errore (siamo sicuri a causa della LORO
emozione di fronte a un pubblico simile!)
e alcuni problemi tecnici per Brian nella
data di Giovedì 19, ma comunque
concerti assolutamente memorabili. Incredibile
come le tre giornate di Giovedi-Venerdi-Sabato
abbiano trasmesso un senso di festività,
un po' come per il Natale, creando un'atmosfera
molto particolare, assolutamente percepibile
tra le persone presenti.
Avendo
avuto modo di pranzare con Brian nella giornata
di Venerdi, ci ha raccontato di non essere
in perfetta forma fisica a causa di un problema
muscolare, una specie di strappo alla gamba,
che lo ha costretto a zoppicare e sottoporsi
a dolorose e fastidiose iniezioni di cortisone.
Ad ogni modo, l'impressionante risposta
del pubblico (la band si è stupita
sentendolo dai camerini prima dello show!)
è servita indubbiamente come “antidolorifico”
e a caricare il gruppo. Per quanto riguarda
i disguidi tecnici, durante il concerto
ha avuto seri problemi ai suoi “ear-monitor”
(le cuffie per sentire la propria voce e
il resto degli strumenti) a partire da “War
Machine” fino a “Highway to hell”. Praticamente
il volume del cantato era inesistente, e
ciò rendeva davvero difficile per
lui capire se era realmente intonato o meno.
Dopo qualche imprecazione al tecnico audio,
che nel frattempo aveva mandato in crash
il sistema computer per la regolazione dei
suoni nei suoi ear-monitor, la situazione
è tornata alla normalità solo
alla fine della scaletta. Sta di fatto che
Brian ha più volte ribadito e confermato
l'affidabilità del mondo analogico
rispetto alle tecnologie digitali: - “Una
volta bastava spostare in alto e in basso
le levette del mixer, mentre adesso si usa
un computer e una tastiera” - il tutto con
una spiritosa mimica di battitura.
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Ha raccontato inoltre
che a volte un giorno solo di pausa tra
uno show e l'altro non è sufficiente
per recuperare le forze. A suo dire, solo
10 giorni di vacanza a Natale sono stati
davvero pochi. Incredibile è stato
sentire un aneddoto riguardante Angus: durante
il tour americano dello scorso autunno/inverno,
il chitarrista si è ferito ad una
costola, a causa di un urto con la sua Gibson,
probabilmente durante qualche “caduta”,
tipica di ogni show. Per le settimane successive
ha avuto seri problemi di movimento, tali
da non riuscire a piegarsi, che però
non hanno intaccato le sue performance sul
palco. Insomma, una vera forma di passione
e rispetto per il pubblico.
Durante
il pranzo Brian ha inoltre confessato di
non sapere in quale città andrà
a suonare dopo Milano. “Siamo sempre in
viaggio” - “e non importa in che città
andrai, devi essere comunque sul palco e
dare il massimo!”.
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Una
volta terminato di mangiare abbiamo scattato
le foto di rito, ma non sono finiti i colpi
di scena: pochi secondi dopo essere usciti
dalla sala pranzo, ecco arrivare Malcolm
Young in persona! Il tempo di una foto,
una stretta di mano, un autografo e lo lasciamo
andare a pranzare. Ci spostiamo quindi al
bar, con la speranza di incontrare qualche
altro membro della band. Purtroppo nessuno
si fa vivo e pensiamo di uscire, rimanendo
in compagnia di altri 2 fans stranieri,
con i quali stringiamo amicizia. Ci avvisano
che Angus e Cliff sono usciti poco prima,
così decidiamo di restare ad aspettare
il loro ritorno. Dopo qualche tempo (la
cui concezione è andata persa nella
giornata di Venerdi), notiamo una persona
minuta che entra nella via del Four Season
(l'hotel dove alloggiava la band) e si dirige
nella nostra direzione: Mr Angus Young!.
Lo chiamiamo e attraversa la strada sul
nostro lato per venirci incontro. Autografi
e foto per tutti sotto lo sguardo felice
della moglie Ellen (anche lei a Milano)
che ci chiede come stiamo, avendoci incrociati
poco prima durante l'incontro con Brian.
Gli rispondiamo: “Stiamo sognando!”... |

| Qualche
minuto ed ecco arrivare Cliff con la figlia
(davvero molto bella!). Quasi per scherzo
gli facciamo firmare la dedica “incompiuta”
che ci aveva scritto a Stoccolma un mese fa.
Lui si ricorda bene del nostro incontro in
Svezia, e ci stringe la mano con forza sorridendo. |

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Manca
solo Phil all’appello. Un fan francese presente
ci racconta che quando è uscito si
è rifiutato di fare foto e autografi.
Si dice che sia una persona un pochino scontrosa
e lunatica, o meglio… bisogna aver la fortuna
di incontrarlo in una giornata si. Dopo
circa mezz’ora ecco apparire il batterista.
Sul suo volto appare purtroppo chiara la
non voglia di firmare autografi. Solo pochi
riusciranno ad ottenere uno “scarabocchio”
e qualche foto più o meno decente.
Purtroppo per noi, nessuna foto con bandiera
da mostrarvi.
A
questo punti sono rientrati tutti. Dediciamo
di andare a mangiare qualcosa per poi tornare.
Arrivano le 19.30 circa quando due van con
vetri oscurati si appostano fuori dall'ingresso:
probabilmente qualcosa bolle in pentola.
Dopo pochi minuti infatti ecco uscire Angus,
con l'immancabile sigaretta, che lancia
qualche saluto alzando il braccio, senza
però avvicinarsi. Poi Malcolm, Phil,
Cliff e per ultimo uno zoppicante Brian
(per i motivi spiegati ad inizio articolo),
che si avvicina per la gioia di tutti i
presenti.
Poco
dopo la band si divide nei rispettivi van,
che partono seguiti dai nostri applausi.
FINE
PRIMA PARTE.
Abbiamo in serbo
una sorpresa, una grande sorpresa, di cui
non vi abbiamo MAI parlato.
Speravamo tanto di
realizzarla per voi, e ce l'abbiamo fatta!
Quindi...continuate a seguirci!
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