DAVE EVANS - SINNER - RECENSIONE 

www.acdc-italia.com - inserito da GibsonSG

 

1. Back on the Firing Line   

2. Rock 'n' Roll or Bust 

3. Take Me Down Again 

4. Only the Good Die Young 

5. Sinner 

6. Carnal Knowledge

7. Turn It Up 

8. Out in the Cold 

9. Go Down Fighting

10. Sold My Soul to Rock´n Roll 

11. D.O.A. 

12. The Thunder Down Under 

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Prodotto e registrato da Mark Tinson presso 

Overhead Studios/Impromptu Studios di Newcastle - Australia

Mixato da Nikolo Kotzev e Rainer Hansel ai CK Studio, Diemelsee, Germania
Masterizzato da Nikolo Kotzev
Fotografie a cura di Sylva Trilck
Copertina a cura di Christine Ludtke
Direction & Concept Rainer Hanser

 

Autorizzazione alla pubblicazione dei samples gentilmente concessa da Cultural Minority/Soulfood

Recensione di Diego "GibsonSG" - Staff

La prima cosa che mi viene in mente dopo vari ascolti di "Sinner", ultimissimo album di Dave Evans, è una sola: una sorpresa. Il cd in confezione Digipack messoci gentilmente a disposizione dalla Kizmaiaz Publishing & Promotion, rivela un infuocato album di hard rock con diverse venature anni 80, con dei richiami agli AC/DC di "Blow up your  video" soprattutto sulle parti ritmiche e su certi riff di chitarra. Un'altra cosa che subito colpisce all'ascolto è la voce di Dave Evans, rauca e grintosa, molto diversa da quel tono più cristallino e logicamente più giovanile dell'epoca di "Can i sit next to you girl" e "Rockin' in the parlour" degli AC/DC, come tutti i fans ricorderanno bene, adesso Evans colpisce per una voce simile a un Paul Di Anno primi 80 e in certi punti (udite udite) un Rod Stewart in versione rauca e "hard". Il cd ci accoglie con "Back on the firing line", brano tra i migliori dell'album, molto dinamico e grintoso, che delinea subito quello che è il contenuto principale dell'album, un' Hard Rock 80's Style come sopra citato, con le chitarre di Mark Tinson e del solista Dave Hinds molto sporche e aggressive, anche nei soli, semplici ma efficaci.

Il secondo brano, "Rock' n' roll or bust", strizza l'occhio agli AC/DC di fine 80, soprattutto alcune parti giocate sui bicordi, palesemente Angus Young. In questo brano la voce di Evans mi piace molto, è ancora più calda e rauca del brano precedente, e in generale il pezzo stesso essendo un mid-tempo ha un certo groove, soprattutto nelle strofe. "Take me down again" porta avanti il discorso iniziato con "Rock' n' roll" or bust", aggiungendo pesantezza sonora, nei riff e soprattutto nei soli di Dave Hinds, più nervosi e dinamici. "Only the good die young" è orientato verso un rock più seventies, ma con una carica più ottantiana, non so se mi spiego, una sorta di Whitesnake in versione "Come' n get it" con più gain e overdrive, proprio un bel pezzo, uno di quelli che mi fanno amare l' Hard Rock, con un Dave Evans sopra le righe, almeno rispetto ai pezzi precedenti.

 

Nella title track "Sinner", Evans sfodera una voce alla Lemmy, cosa che mi fa capire che la sua versatilità ed estensione non sono indifferenti, e anche il brano ha il sapore dei bei tempi andati, quei ritornelli solenni da arena, quelli che hanno fatto grandi i Kiss per esempio. Andiamo avanti per il cd e troviamo "Carnal Knowledge", un'altro brano in Whitesnake Style, molto bello, soprattutto nelle strofe, che ci conducono man mano in un crescendo, fino ad esplodere al ritornello, bello e orecchiabile. In questo brano le parti soliste sono affidate a Simon Croft, e devo dire che rendono molto bene, anche più di quelle di Hinds. Il fatto che Evans sia stato negli AC/DC dei primissimi periodi non è determinante ma sicuramente non è trascurabile, e anche lo stesso Evans, conscio della cosa, ci offre dei brani come "Turn it up", molto bello e travolgente, in pieno e puro stile AC/DC, una sorta di "Beating around the bush" a volume più alto, dove tutto gioca a favore di un hard blues cattivissimo e assordante. Cosa presente anche nel libretto interno del Digipack, che ci mostra foto di Evans del periodo AC/DC alternate con foto recenti, diciamo una scelta stilistica di musica e immagini, che ricercano la personalità e l'originalità, ma che certo non possono ignorare un passato così ingombrante, anche se svoltosi per un breve periodo.  

Ma procediamo traccia dopo traccia, e troviamo "Out in the cold", uno dei miei pezzi preferiti dell' intero album, più lento e cupo con delle melodie di cantato molto sentite e solenni, dove anche le chitarre più fantasiose dei brani precedenti, creano degli intrecci molto belli e godibili, e la canzone in se, potrebbe essere a mio avviso la più riuscita dell'album, o almeno quella che lo porta ad un livello stilistico più alto, con degli accordi di ritornello veramente irresistibili. "Go down fighting" è un' episodio stilisticamente già sentito nell'album, ovvero una musica che potrebbe essere perfettamente una b-side di "Blow up your video",  ma proprio perfetta!!! sovrastata da una linea di cantato leggermente più ricercata e per certi versi più metal. Ed ecco l'immancabile inno al Rock' n' Roll, a cominciare dal titolo, "Sold my soul to Rock' n' Roll", con le liriche che urlano il rifiuto nei confronti dei perbenisti e delle classi del "nine to five",  gridando di voler  vendere l'anima al diavolo in cambio di una vita libera, cantando il rock' n' roll, un testo che è un vero classico del genere. "D.O.A (dead on arrival)" il penultimo pezzo, non fa cadere di stile l'album, anzi, chitarristicamente è uno dei migliori, e musicalmente in generale risulta essere molto più elaborato, più sopra le righe, con un incedere nervoso e carismatico, anche per quanto riguarda il cantato di Evans, insomma proprio un bel brano. A chiudere l'album ci pensa una sorta di inno all' "Australianità" di Evans e del suo Rock' n' Roll, "The thunder downunder", dove Evans canta con fierezza della sua terra natia, con un incedere generale da inno con cori e ritmi costruiti su misura. Sicuramente il brano più debole dell'album,  certamente inserito come "marchio" , piuttosto che come brano vero e proprio dell'album, e per questo motivo lo escluderei da un giudizio collettivo.

 

In sostanza l'album è godibile e ben strutturato, in certi punti molto bello, con dei brani di indubbio valore, cosa che fa capire che Dave Evans ha ben raccolto l' eredità del buon vecchio Hard Rock, soprattutto dei suoi vecchi compagni d' avventura, gli AC/DC degli inizi. Un album che non deluderà affatto gli amanti di questo genere, che siano o non siano amanti degli AC/DC, dato che Evans dimostra di avere delle idee, e soprattutto di avere qualcosa da dire.

Un ringraziamento particolare va a Silvia della Kizmaiaz Publishing e Promotion.

 

 

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