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Prodotto
e registrato da Mark Tinson presso
Overhead
Studios/Impromptu Studios di Newcastle -
Australia
Mixato
da Nikolo Kotzev e Rainer Hansel ai CK
Studio, Diemelsee, Germania
Masterizzato da Nikolo Kotzev
Fotografie a cura di Sylva Trilck
Copertina a cura di Christine Ludtke
Direction & Concept Rainer Hanser
Autorizzazione
alla pubblicazione dei samples gentilmente
concessa da Cultural Minority/Soulfood |
Recensione
di Diego
"GibsonSG"
- Staff
La
prima cosa che mi viene in mente dopo vari ascolti
di "Sinner", ultimissimo album di Dave
Evans, è una sola: una sorpresa.
Il
cd in confezione Digipack messoci gentilmente a
disposizione dalla Kizmaiaz Publishing &
Promotion, rivela un infuocato album di hard rock
con diverse venature anni 80, con dei richiami
agli AC/DC di "Blow up your
video" soprattutto sulle parti
ritmiche e su certi riff di chitarra.
Un'altra
cosa che subito colpisce all'ascolto è la voce di
Dave Evans, rauca e grintosa, molto diversa da
quel tono più cristallino e logicamente più
giovanile dell'epoca di "Can i sit next to
you girl" e "Rockin' in the parlour"
degli AC/DC, come tutti i fans ricorderanno bene,
adesso Evans colpisce per una voce simile a un
Paul Di Anno primi 80 e in certi punti (udite
udite) un Rod Stewart in versione rauca e
"hard".
Il
cd ci accoglie con "Back on the firing
line", brano tra i migliori dell'album, molto
dinamico e grintoso, che delinea subito quello che
è il contenuto principale dell'album, un' Hard
Rock 80's Style come sopra citato, con le chitarre
di Mark Tinson e del solista Dave Hinds molto
sporche e aggressive, anche nei soli, semplici ma
efficaci.
Il
secondo brano, "Rock' n' roll or bust",
strizza l'occhio agli AC/DC di fine 80,
soprattutto alcune parti giocate sui bicordi,
palesemente Angus Young. In questo brano la voce
di Evans mi piace molto, è ancora più calda e
rauca del brano precedente, e in generale il pezzo
stesso essendo un mid-tempo ha un certo groove,
soprattutto nelle strofe.
"Take
me down again" porta avanti il discorso
iniziato con "Rock' n' roll" or bust",
aggiungendo pesantezza sonora, nei riff e
soprattutto nei soli di Dave Hinds, più nervosi e
dinamici.
"Only
the good die young" è orientato verso un
rock più seventies, ma con una carica più
ottantiana, non so se mi spiego, una sorta di
Whitesnake in versione "Come' n get it"
con più gain e overdrive, proprio un bel pezzo,
uno di quelli che mi fanno amare l' Hard Rock, con
un Dave Evans sopra le righe, almeno rispetto ai
pezzi precedenti.
Nella
title track "Sinner", Evans sfodera una
voce alla Lemmy, cosa che mi fa capire che la sua
versatilità ed estensione non sono indifferenti,
e anche il brano ha il sapore dei bei tempi
andati, quei ritornelli solenni da arena, quelli
che hanno fatto grandi i Kiss per esempio.
Andiamo
avanti per il cd e troviamo "Carnal Knowledge",
un'altro brano in Whitesnake Style, molto bello,
soprattutto nelle strofe, che ci conducono man
mano in un crescendo, fino ad esplodere al
ritornello, bello e orecchiabile. In questo brano
le parti soliste sono affidate a Simon Croft, e
devo dire che rendono molto bene, anche più di
quelle di Hinds.
Il
fatto che Evans sia stato negli AC/DC dei
primissimi periodi non è determinante ma
sicuramente non è trascurabile, e anche lo stesso
Evans, conscio della cosa, ci offre dei brani come
"Turn it up", molto bello e travolgente,
in pieno e puro stile AC/DC, una sorta di "Beating
around the bush" a volume più alto, dove
tutto gioca a favore di un hard blues cattivissimo
e assordante.
Cosa
presente anche nel libretto interno del Digipack,
che ci mostra foto di Evans del periodo AC/DC
alternate con foto recenti, diciamo una scelta
stilistica di musica e immagini, che ricercano la
personalità e l'originalità, ma che certo non
possono ignorare un passato così ingombrante,
anche se svoltosi per un breve periodo.
Ma
procediamo traccia dopo traccia, e troviamo
"Out in the cold", uno dei miei pezzi
preferiti dell' intero album, più lento e cupo
con delle melodie di cantato molto sentite e
solenni, dove anche le chitarre più fantasiose
dei brani precedenti, creano degli intrecci molto
belli e godibili, e la canzone in se, potrebbe
essere a mio avviso la più riuscita dell'album, o
almeno quella che lo porta ad un livello
stilistico più alto, con degli accordi di
ritornello veramente irresistibili.
"Go
down fighting" è un' episodio
stilisticamente già sentito nell'album, ovvero
una musica che potrebbe essere perfettamente una
b-side di "Blow up your video",
ma proprio perfetta!!! sovrastata da una
linea di cantato leggermente più ricercata e per
certi versi più metal.
Ed
ecco l'immancabile inno al Rock' n' Roll, a
cominciare dal titolo, "Sold my soul to Rock'
n' Roll", con le liriche che urlano il
rifiuto nei confronti dei perbenisti e delle
classi del "nine to five",
gridando di voler
vendere l'anima al diavolo in cambio di una
vita libera, cantando il rock' n' roll, un testo
che è un vero classico del genere.
"D.O.A
(dead on arrival)" il penultimo pezzo, non fa
cadere di stile l'album, anzi, chitarristicamente
è uno dei migliori, e musicalmente in generale
risulta essere molto più elaborato, più sopra le
righe, con un incedere nervoso e carismatico,
anche per quanto riguarda il cantato di Evans,
insomma proprio un bel brano.
A
chiudere l'album ci pensa una sorta di inno all'
"Australianità" di Evans e del suo
Rock' n' Roll, "The thunder downunder",
dove Evans canta con fierezza della sua terra
natia, con un incedere generale da inno con cori e
ritmi costruiti su misura. Sicuramente il brano più
debole dell'album,
certamente inserito come
"marchio" , piuttosto che come brano
vero e proprio dell'album, e per questo motivo lo
escluderei da un giudizio collettivo.
In
sostanza l'album è godibile e ben strutturato, in
certi punti molto bello, con dei brani di indubbio
valore, cosa che fa capire che Dave Evans ha ben
raccolto l' eredità del buon vecchio Hard Rock,
soprattutto dei suoi vecchi compagni d' avventura,
gli AC/DC degli inizi.
Un
album che non deluderà affatto gli amanti di
questo genere, che siano o non siano amanti degli
AC/DC, dato che Evans dimostra di avere delle
idee, e soprattutto di avere qualcosa da dire.

Un
ringraziamento particolare va a Silvia della
Kizmaiaz Publishing e Promotion.