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Copertina
Versione
Remaster CD
VAI
ALLO SPECIALE REMASTER

Versione
DualDisc 2005 (USA)
|
VERSIONE
MONDIALE
Rilasciata
in USA il 21 Luglio 1980, il 31 Luglio
1980 in Europa e l' 11 Agosto 1980 in
Australia. Registrato ai Compass Point
Studios di Nassau,
Bahamas. Prodotto da Robert John "Mutt"
Lange.
Altro
degni di nota:
Il
nuovo cantante originario di New Castle
Brian Johnson sostituisce il precedente
vocalist Bon Scott, deceduto nel
Febbraio dello stesso anno.
Le
campane all'inizio della traccia 'HELL'S
BELLS" sono state registrate dal
campanile 'Carillon', memoriale dedicato
ai caduti nella 1a e 2a Guerra Mondiale,
situato nel Loughborough Leicestershire,
in Inghilterra.
L'album
ha venduto fino ad oggi 42
milioni di copie, aggiudicandosi il 2°
posto di album più venduto nella storia
della musica rock/pop, dopo 'Thriller'
di Michael Jackson.
1.
Hell's Bells
2.
Shoot to thrill
3.
What do you do for money honey
4.
Given a dog a bone
5.
Let me put the love into you
6.
Back in Black
7.
You shook me all night long
8.
Have a drink on me
9.
Shake a leg
10.
Rock n Roll ain' t noise pollution
Tutte
le canzoni firmate (Young/Young/Johnson)
Lineup
registrazione:
Angus
Young -
Chitarra
Malcolm
Young -
Chitarra
Phil
Rudd - Batteria
Cliff
Williams - Basso
Brian
Johnson - Voce
VERSIONE
DUAL DISC - VAI
ALLO SPECIALE
Nuova
tecnologica versione edita dalla Sony nel 2005. Consiste in un
disco a doppia faccia, avente su un lato il CD Audio e sull'altro
il formato DVD.
Rilasciato
in tutto il mondo.
LATO
CD
1.
Hell's Bells
2.
Shoot to thrill
3.
What do you do for money honey
4.
Given a dog a bone
5.
Let me put the love into you
5.
Back in Black
6.
You shook me all night long
7.
Have a drink on me
8.
Shake a leg
9.
Rock n Roll ain't noise pollution
LATO
DVD
-
Back in Black con audio migliorato
-
Documentario 'The Story of Back in Black'
-
Discografia Riassuntiva
|
| CANZONI
PUBBLICATE COME SINGOLI |
-
You shook me all night long
-
Rock and Roll ain't noise pollution
-
Hell's Bells
-
Back in Black
|
Recensione
di Whole Lotta Frankie
Nella
storia della musica, le volte in cui un artista si
è espresso ai massimi livelli , ancora meglio
del proprio capolavoro assoluto
precedente, si possono contare sulle dita
di una mano.
In special modo nel rock i casi possibili che si
presentano non sono molti :
posso citare i Led Zeppelin ; I , II , III
, IV sono
i masterpieces grazie al quale un buon rockettaro
inizia a scoprire questo “mondo“ , visto che i
primi album della band inglese sono una micidiale
sequenza di rock -blues - folk
tra i quali è impossibile definire il
culmine ; dipende dai gusti . Anche per i primi
Black Sabbath si presenta la medesima questione :
riuscire a individuare il miglior lavoro è roba
che bisogna lasciare alla nostra percezione e
sensibilità uditiva.
Ad accomunare questi due casi c’è il fattore
della medesima squadra .
Gli Zeppelin dopo il quarto album hanno continuato
a produrre , sempre con la stessa inseparabile
line-up , risultati via via sempre meno esaltanti
man mano che Plant ,
Page ,
Jones
e Bonzo venivano segnati da litigi ,
estenuanti tour
ed eccessi che nel 1980 misero
definitivamente fine alla loro favola con la morte
di Bohnam .
Anche
la band di Tony Iommi e Ozzy Osbourne
seguì un corso analogo ; unica parentesi
felice fu solo l’album Heaven and Hell insieme
al nuovo singer R.J. Dio ,chiamato a sostituire il
Madman completamente stravolto dagli stupefacenti
, che però non salvò dall’ 80 in poi il brusco
declino dei “cavalieri “ di Birmingham.
E
il 1980 fu un anno decisivo anche per gli AC/DC .
Nella notte del 19 febbraio di quell’ anno
sempre a causa
degli eccessi notturni se ne andò Bon Scott.
L’alcool
era però sempre stato un vizio del singer
scozzese che si ritrovava ad essere l’assoluto
protagonista insieme ad Angus Young
e al resto della band della scena Hard rock
di quel periodo .
Una serie di album ,
di successi uno più grande dell’altro
sin dal 1974 culminati con Higway To Hell e
altrettanti scoppiettanti date a supporto del
masterpiece .
Mollare
tutto? La decisione era importante , rischiosa e
difficilissima . Bon
era un marchio di fabbrica della band
: le sue corde vocali perennemente bagnate
dal whiskey e distorte all’inverosimile ,
i suoi testi pieni di allusioni
sporcaccione e di divertenti doppi sensi con
riferimenti al diavolo
, il suo carisma e simpatia che sprizzavano
sul palco . Il
destino volle che fosse proprio Ronald a suggerire
ad Angus e Malcolm come e con chi continuare la
favola ; immersi come spesso accadeva
nell’ascolto di rock’n roll Bon faceva più
volte il nome di un urlatore di nome Brian Johnson
che
aveva visto esibirsi alcune volte .
E
fu proprio questo cantante di Newcastle , con il
vetriolo al posto delle corde vocali e
dall’onnipresente coppola ,a dover dare un
seguito ai successi .
Brian
: <<Non dimenticherò mai la prima volta che
incontrai i ragazzi ,ai Vanilla Studios
,seduti davanti agli amplificatori avevano
un’aria decisamente professionale ….poi scoprì
che eran matti come cavalli ; ovunque ci
spostavamo c’era sempre una cortina di fumo di
sigaretta che ci seguiva ahahah –
continua-Quando mi chiesero se conoscevo qualche
canzone della band risposi Whole lotta rosie .
Cantai con tutta la forza
che avevo in corpo ; poi quando mi chiesero
se volessi provare qualcosa non necessariamente
degli AC/DC dissi Not Bush city limits .
Mi guardarono tutti con delle facce che non
saprei spiegare…eheh>>*.
La
produzione viene affidata come nell’ultima volta
al produttore John “Mutt” Lange il
quale si occuperà anche del successivo capolavoro
: For those ‘bout to rock.
E
la mano di Lange si sarebbe sentita, e come !
Specialmente sulle percussioni che si fanno
ancora più pesanti per sostenere il “nuovo”
sound decisamente più metallico ma meno distorto
,rispetto all’era Bon ,
che si combina alla perfezione con
l’eccezionale ugola di Johnson .
BACK
IN BLACK viene rilasciato nel luglio del 1980 . La
custodia nera ,a testimonianza del
periodo ed era da cui uscivano i ragazzi ma
anche riferita alla title track , racchiude uno
dei migliori album in assoluto della storia del
rock con alle spalle 40.000.000 di copie vendute
in tutto il mondo (… e che continua a vendere).
E
il suo successo
non richiede eccessivi approfondimenti .
Il celeberrimo e cadenzato rintocco di
campana
introduce con HELL
’ S BELLS
uno dei più famosi attacchi di Angus
; lento , accattivante , in un certo senso
anche doom ;
una melodia malefica subito supportata nel suo
incedere da Malcolm
, incanalata dal basso di Cliff e scossa
dalla tuonante ma semplice batteria di Phil
che definisce la vincente formula del 4/4 .
Ascoltando il nuovo singer
si capisce che i ragazzi hanno optato per
una scelta azzeccata ; certo Brian non è Bon ,
ma con nessun ‘ altro tale lavoro avrebbe
suonato meglio .
La nuova miscela
dunque porta ben aldilà di qualunque
aspettativa .
Alla
voglia di ricominciare
intrisa di rabbia per la
“gioia interrotta “ e necessità di
dire al mondo del rock
<< ehi siamo ancora qui ! Cosa
credete,ora vi facciamo vedere! >> racchiusi
nei minacciosi testi della prima song e dei suoi
cupi rintocchi
, fa
seguito come una fiammata ,
una zampata
il riff
introduttivo di SHOOT
TO THRILL .
Una
canzone potente piuttosto veloce che
“costringe” la testa a scuotersi come capitava
in precedenza : ci risiamo,ragazzi ! Donne e
wishkey , si torna a parare sempre lì . Sono gli
AC/DC in fin dei conti , i rappresentanti più
coerenti del rock ‘ n roll
e del suo messaggio assatanato e voglioso
di quella cosa triangolare e nera . Memorabile
Angus che “pizzica” la sua gibson sg,
prima del chorus finale , che
insieme alle percussioni di Phil
che fanno pensare a un frenetico battito di
cuore ,
fanno battere le mani all’audience durante gli
show .
E
l’argomento sussiste nella successiva traccia
che anche questa volta costringe ad un headbaging
sfrenato. WHAT
DO YOU DO FOR THE MONEY HONEY
con
il suo ritornello urlato all’inverosimile da
Johnson descrive il maniacale attaccamento di
troppe donne al denaro , senza di quello niente :
non si concede neanche un po’ d’amore .
E i ragazzi riescono a ridere della situazione in
modo sensazionale .
Si
procede con una canzone che dal punto di vista del
ritmo è praticamente una continuazione delle due
precedenti ;
GIVEN
THE DOG A BONE
testimonia nel titolo e nel cattivissimo
sound che la fame della band è ancora grande ,
maggiore di prima :
voglia di donne , di rock’ n roll ,
di divertirsi
.
La
5° traccia rompe un po’ il ritmo ma non per
questo la tensione e il coinvolgimento ; LET
ME PUT MY LOVE INTO YOU
è lenta
e maestosa e ci si chiede ancora perché i ragazzi
non abbiano più
ripreso questo motivo negli ultimi
venti anni di tour visto che è uno dei
migliori dell’intera carriera . Questo pezzo
anticipa i due successivi momenti dell’album che
sono probabilmente i più conosciuti dal pubblico
.
Malcolm
: << Il riff iniziale di questa canzone
l’avevo buttato giù nel novembre del 1979 , mi
piaceva e lo registrai sulla cassetta per poi
tornarci in futuro >>** . E che riff ragazzi
, oh che riff ! Uno di quelli che ti costringe a
imitare con le braccia il gesto di suonare la
chitarra !
E
‘ l’attacco di
BACK IN BLACK
, uno
dei 4-5 più belli in assoluto della storia del
rock insieme a quelli di Voodoo chile di Jimi
Hendrix , Smoke on the water dei Deep Purple e
Whole lotta Love dei Led Zeppelin e
ancora oggi uno dei più copiati o ispiratori.
La
title track dell’album è cadenzata ,
incredibilmente orecchiabile , divertentissima ;
quella che ti fa cantare sotto la doccia ,
scoppiare in un urlo ai loro concerti e ti ridà
la carica in ogni momento della giornata .
Ma
è ancora più orecchiabile YOU
SHOOK ME ALL NIGHT LONG
. Motivetto che sta a cuore soprattutto alle donne
con il suo ritornello urlato all’infinito ,
inserito addirittura in alcune liste di canzoni
memori degli anni ottanta e la
cui protagonista dei testi sembra un po’
l’antitesi del soggetto di WHAT
DO YOU DO FOR MONEY HONEY
: qualunque uomo vorrebbe incontrare la donna
descritta in YOU
SHOOK ME ALL NIGHT LONG
! A proposito di testi ; anche se qualche idea era
già venuta fuori durante gli ultimi mesi di vita
di Bon,come testimonia la già citata frase di
Malcolm , è senza dubbio che sia Brian l’autore
della gran parte delle parole : non
provocanti come in precedenza ma efficacissime .
E
si prosegue ancora con la terzultima canzone
dell’album : HAVE A DRINK ON ME . Il pezzo
“meno” noto dell’ablum
ma non per questo da meritare di essere
saltato per arrivare ai due capolavori finali.
E’ il tipico sound che potrebbe accompagnare in
macchina il sabato sera magari verso qualche meta
in cerca sempre della solita “cosa”, di
wheskey e del vivere l’oggi .
La
successiva è la song più potente dell’album .
SHAKE
A LEG
fa dimenare , muovere le gambe a mo’ di twist ,
costringe ad innervosirsi se magari si è
stati non coinvolti al cento per cento
nell’ascolto delle tracce ( cosa che trovo
estremamente impossibile ) . Con i soliti accordi
il penultimo capolavoro mette a tappeto
l’ascoltatore ; Malcolm che sputa fuoco dalla
rhythm guitar , gli assatanati e velocissimi
assoli di Angus e l’incredibile estensione
graffiante della voce di Brian non possono che far
esclamare : << Questo è il rock ‘ n roll
!! >> .
L’
album viene chiuso da un inno ; ma che dico : non
uno qualsiasi ma l’inno al genere di musica
che ha cambiato il modo di comportarsi e di
pensare della gente fin dai tempi di Elvis e del
quale sia The Pelvis che l’indimenticato Bon si
sarebbero compiaciuti : ROCK
‘ N ROLL AIN ‘T NOISE POLLUTION
! Il
genio di Angus inventa un nuovo coinvolgente
riff a cui fa seguito l’esilarante
commento di Brian che strappa qualche risata
accendendosi , in una maniera di cui sarebbe stato
invidioso Anfrid Bogare , una sigaretta ; è come
se con questa definitiva canzone ci volessero dire
: << Visto , siamo sempre qua e anche più
forti di prima . Ne vedrete ancora delle belle!
>>. E’
la piena convinzione che il rock in qualsiasi
maniera , in ogni era rimarrà con ogni sempre a
tenerci compagnia .
MA
NESSUNO SARA’ MAI COME GLI AC/DC !!!!
GRAZIE
ANCORA RAGAZZI !!!!!
*
commento tratto da METAL HAMMER dell ‘ agosto
2001
**
intervista con Malcolm trovata dal sottoscritto su
una pagina web di www.rollingstones.com
grazie a www.crabsodyinblue.com
.