Album – Who made Who

      

Rilasciato in Europa il 27 Maggio 1986, in USA il 20 Maggio, il 23 Giugno 1986 in Australia. Canzoni Inedite registrate ai Nassau Studios, Bahamas. Prodotto da Harry Vanda & George Young.

Altro degno di nota:
‘Who made Who’ è la colonna sonora del film diretto da Stephen King ‘Maximum Overdrive” (Brivido) del 1986. Alcuni assoli di Angus, Malcolm e Cliff Williams sono stati registrati appositamente per la pellicola. Nella colonna sonora del film sono stati introdotti anche alcuni brani remixati.

  1. Who Made Who
  2. You Shook Me All Night Long
  3. D.T. (Strumentale)
  4. Sink The Pink
  5. Ride On
  6. Hell’s Bells
  7. Shake Your Foundations
  8. Chase The Ace (Strumentale)
  9. For Those About To Rock

Tracce 1-2-4-6-7-9 firmate (Young/Young/Johnson)
Traccia (5) firmata (Young/Young/Scott)
Tracce 3-8 firmate (Young/Young)

Lineup registrazione:

Angus Young – Chitarra
Malcolm Young – Chitarra
Phil Rudd – Batteria Tracce 2-5-6-9
Simon Wright – Batteria Tracce 1-3-4-7-8
Mark Evans – Basso Traccia 5
Cliff Williams – Basso Tracce 1-2-3-4-6-7-8-9
Brian Johnson – Voce Tracce 1-2-4-6-7-9
Bon Scott – Voce Traccia 5

CANZONI PUBBLICATE COME SINGOLI
- You shook me all night long
- Who Made Who

Recensione di Diego “Gibson SG”

Parlare di “Who made who” non è solo parlare di un’album, ma di un intero progetto insolito e inusuale per gli AC/DC, che nel 1986 li vide coinvolti nella realizzazione di una colonna sonora, con brani già noti e nuove composizioni.Il “Re del brivido”, Stephen King, grande fan degli AC/DC, li contattò per chiedere l’autorizzazione di utilizzare alcuni loro brani nella colonna sonora del film “Maximun Overdrive” (“Brivido” in italia), da lui diretto e tratto da un episodio di uno dei suoi romanzi, e così, la trattativa si concluse con l’accordo dei nostri di incidere anche alcune tracce inedite. Sicuramente, la prospettiva di promuovere la propria musica anche attraverso il cinema, fu un’occasione probabilmente presa al volo, dato i dati un po’deludenti fatti registrare dai due dischi precedenti, “Flick of the switch” e “Fly on the Wall”, anche se la prospettiva di un film scritto e diretto da King, poco lasciava ad una considerazione con il senno di poi.

Con questo intendo sottolineare il fatto che King, non si rivelò maestro della macchina da presa, come lo è da romanziere, il film fu infatti un mezzo-fiasco, ed anche la storia stessa, nel complesso molto labile e inconcludente. Tutto questo non aiutò molto l’album, con la sua sbiadita copertina, così come la poco omogenea scelta dei brani da parte di King, cosa ignorabile nel film ma molto determinante all’interno del disco. Tuttavia l’album è appetibile, grazie alla title track “Who made who” un pezzo che riflette molto il sound degli AC/DC anni 80, ma nello stesso tempo ne salva le origini di Rock Boogie, con uno stile molto efficace e martellante, tutto giocato su di una efficacissima ritmica di basso in ottavi, accordi massicci ed essenziali, ed una delle consuete “maraviglie” ritmiche di Angus Young, che mille volte hanno impreziosito le composizioni dei nostri.Il brano, l’unico cantato inedito dell’album, venne accompagnato da un video, in cui Angus moltiplicato in moltissimi cloni, si dibatte epilettico sul pavimento durante il solo.

Nel complesso quindi, questo brano è un piccolo classico, episodio di rinata ispirazione, proprio nel periodo sicuramente meno interessante dal punto di vista compositivo. La scelta di King riguardo ai brani, fu sì poco omogenea, ma tutto sommato niente male, infatti l’album può essere considerato un mini-Greatest Hits, data la presenza di tre super classici come “You shook me all night long”, “Hell’s Bells” e “For those about to Rock”.

La scaletta contiene anche i due per l’epoca recentissimi highlights di “Fly on the wall”, l’energica e travolgente “Sink the Pink” e la festosa “Shake your foundations”, che insieme a “Who made who”, danno all’album quell’impronta anni 80, che toglie definitivamente il senso di Greatest Hits, ma più ragionevolmente e di fatto, colonna sonora. Il minestrone gusto AC/DC di quest’album, qui ritorna ad avere un sapore vincente ed agro-dolce, la splendida, emotiva, immortale “Ride On”, unico brano dell’era Bon Scott presente sul disco, che devo dirlo, all’interno del film è un sottofondo veramente bello, che rende giustizia ad una scena altrimenti davvero squallida.

Gli AC/DC realizzarono diversi sottofondi musicali per il film, vari interventi di sola chitarra e anche a quanto pare di basso, ma gli unici a trovare spazio nell’album sono “DT” e “Chase the Ace”, suonati da tutta la band, due corti brani strumentali ad effetto, quasi sulla falsariga metal, comunque entrambi divertenti ed efficaci.

Nel contesto “Who made who”, ad eccezione della title track, non è altro che la play list di King scelta per il film, dai nostri poi pubblicata su album come colonna sonora ufficiale, e questo sicuramente si è rivelato un momento particolare nella carriera degli AC/DC, fatta bene o male di “routine”, album, tour, album, tour. Riguardo a “Who made who” c’è un’episodio divertentissimo, all’interno dei contenuti speciali del DVD “Live at Donington”, in cui Angus Young parlando di questo album, si dimentica il nome dello scrittore che li aveva contattati, e tutto termina in una sonora risata da parte dei due fratelli Young. Tutto come sdrammatizzare, un momento della carriera da loro forse giudicato non soddisfacente e così come è tipico degli AC/DC, una sonora risata per buttare alle spalle dubbi e incomprensioni, sempre seguendo una strada di Rock’n Roll che fa della vita spesso una festa.